Tubercolosi dei cinghiali (e bovina) nelle Marche (Italia)


Potenzialmente trasmissibile all’uomo attraverso l’ingestione di carne contaminata non controllata da micobatteri potenzialmente trasmissibili all’uomo (M. bovis).

La segnalazione di casi di tubercolosi nei cinghiali è stata riportata per la prima volta all’inizio degli anni’30 in Germania (Kindinger, 1934) e successivamente in altre nazioni come l’Australia, Nuova Zelanda, California, Italia.

Tale infezione sta determinando un certo allarme nelle Marche in quanto i germi interessati possono essere potenzialmente trasmissibili all’uomo.

Essendo i microrganismi responsabili di questa malattia differenti tra loro sarebbe più corretto comunque utilizzare il termine di micobatteriosi  al posto di tubercolosi.

Tale allarmismo va comunque ridimensionato in quanto sembra si tratti di casi da considerare sporadici ed appare poco probabile l’ipotesi che il cinghiale rappresenti un reservoir silvestre dell’infezione da micobatteri nell’area interessata.

La segnalazioni dell’infezione da micobatteri nel cinghiale merita una maggiore attenzione da parte delle autorità sanitarie in quanto i micobatteri vanno considerati come indicatori sensibili del livello di contaminazione ambientale.

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