Solidarietà e sanità pubblica

Che la solidarietà sia applicata costantemente in medicina  è nozione scontata.
Ma che rivesta un ruolo fondamentale nella società attuale lo è un po’ meno.
Assistiamo ad una trasformazione delle malattie infettive che mai come ora costituiscono una  minaccia per la salute pubblica a carattere globale.
Negli ultimi decenni sono emerse nuove malattie a ritmo impressionante.
Solo alcuni decenni fa il capitolo AIDS non era stato ancora scritto come non erano state scritti
i capitoli SARS , influenza  aviaria e via di seguito, potendo proseguire con il ritmo di una nuova patologia ogni anno.
A tutto questo dobbiamo aggiungere l’aggravante dell’attuale globalizzazione.
Due miliardi di passeggeri aerei all’anno, estensione degli scambi commerciali hanno fatto si che il pericolo della diffusione delle malattie infettive ad un numero elevato della popolazione mondiale sia diventato un problema reale  che investe la sanità pubblica mondiale e la classe politica.
Senza apparire catastrofici, non possiamo permetterci il lusso di sottovalutare il problema, perchè siamo noi i responsabili della tutela della salute e del futuro delle nuove generazioni.
E’ per questi motivi che bisogna conoscere il problema e affrontarlo con tutte le componenti sociali.
E’ vero , ci sono nuovi agenti patogeni , ma si assiste pure al riemergere di vecchie malattie come per esempio la tubercolosi, sifilide, che vengono facilitate da altri fattori, come la crescita demografica, l’urbanizzazione, i flussi migratori sempre più consistenti, l’agricoltura intensiva, l’uso indiscriminato degli antibiotici e soprattutto il degrado ambientale.
E infatti dobbiamo tener conto anche delle conseguenze delle catastrofi naturali e dei conflitti
che tutt’ora sono attivi in ogni parte del mondo.
Dobbiamo allora intraprendere con sollecitudine tutte quelle attività di prevenzione e risanamento per ridurre  i possibili danni  che eventi futuri possano arrecare alla popolazione mondiale.
Solidarietà allora non diventa solo un bisogno ma  una necessità, che investa tutte le nazioni in una collaborazione reciproca e in uno scambio di informazioni in modo che, grazie alla solidarietà, possiamo riconsegnare alle generazioni future un mondo migliore.

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