domenica 16 marzo 2014

Sindrome Respiratoria Medio Orientale da Coronavirus


La Sindrome respiratoria medio-orientale (Mers-CoV) è una malattia infettiva acuta causata da un nuovo ceppo di coronavirus.
I Coronavirus sono una grande famiglia di virus a RNA, che possono infettare sia l’uomo che gli animali. Nell’uomo causano una sintomatologia variabile che va dal comune raffreddore alla sindrome respiratoria acuta grave, definita SARS.
Dall’aprile 2012 sono stati notificati all’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) circa 50 casi confermati in laboratorio di sindrome respiratoria da nuovo coronavirus. I cluster di infezione da cui sono arrivate le maggiori segnalazioni sono stati soprattutto i paesi del Medio Oriente come l’Arabia Saudita, la Giordania, il Qatar e gli Emirati Arabi Uniti. Segnalazioni sono arrivate anche dall’Europa, in particolare Regno Unito, Germania, Francia, Italia e Tunisia, correlate principalmente a viaggi in Medio Oriente.
Sono stati isolati e tipizzati 5 ceppi virali di nCoV, due nel Regno Unito, uno in Arabia Saudita, uno in Giordania e uno in Germania e le sequenze complete del genoma sono state pubblicate sul database pubblico GenBank. I 5 virus presentano un alto grado di somiglianza genetica e sono simili ad un coronavirus di pipistrello.

Modalità di Trasmissione: Non è ancora nota la modalità con cui le persone si infettano con il virus. Sono in corso indagini epidemiologiche per determinare la fonte del virus, i tipi di esposizione più a rischio, la modalità di trasmissione, la clinica ed in decorso della malattia. Tuttavia, i casi che si sono verificati nella stessa famiglia o in ambito ospedaliero suggeriscono la possibilità di una limitata trasmissione da persona a persona.
Alcune caratteristiche dei casi, quale la predominanza dei maschi tra quelli confermati, potrebbero fornire indizi importanti per capire la fonte di esposizione all’infezione.
Attualmente, la trasmissione interumana è possibile, pur se non sembra essere sempre sostenuta in tutti i casi di malattia.
Sono stati riscontrati alcuni focolai in cui la trasmissione da persona a persona è fortemente sospettata o confermata, come nei cluster del Regno Unito e dell’Italia (cluster famigliare), e della Francia (trasmissione intraospedaliera).
Tuttavia, il meccanismo di trasmissione con cui si è verificata in tutti questi casi, sia respiratoria (es. tosse, starnuti) sia per contatto (contaminazione dell’ambiente da parte del paziente), è ancora sconosciuta. Le probabilità di contrarre il virus sono poche, tuttavia, dovrebbero consultare il proprio medico curante le persone con difficoltà respiratoria che hanno recentemente viaggiato in Medio Oriente, compresi gli immunocompromessi, qualora si siano presentati sintomi anche di tipo non respiratorio.

Clinica: I sintomi più comuni sono rappresentati da: grave sindrome respiratoria acuta, febbre e tosse. La maggior parte dei pazienti ha presentato polmonite. Molti hanno avuto anche sintomi gastrointestinali, come diarrea. Alcuni pazienti hanno avuto insufficienza renale.
Una sintomatologia atipica poi, è stata segnalata in pazienti immunocompromessi. Nei soggetti con patologie croniche infine, la malattia può evolvere in sindrome da insufficienza respiratoria acuta grave da polmonite da nuovo coronavirus.

Diagnosi: La diagnosi viene effettuata attraverso test sierologici e l’isolamento del virus mediante tecniche di biologia molecolare come la PCR

Terapia: Non esiste un trattamento antivirale specifico per la malattia. Il trattamento deve essere basato sui sintomi del paziente a cui può essere affiancata una terapia di supporto, che risulta molto efficace.

Prevenzione: Le misure generali sono di evitare il contatto ravvicinato, quando possibile, con chiunque mostri i sintomi della malattia (tosse e starnuti) e di mantenere una buona igiene delle mani. Altre misure sono di evitare carne cruda o poco cotta, frutta o verdura non lavate e le bevande non imbottigliate.
Se ci si ammala durante il viaggio, si deve evitare il contatto ravvicinato con altre persone se si è sintomatici e utilizzare una buona igiene personale, come starnutire o tossire in un fazzoletto o con il gomito flesso, utilizzare una mascherina e gettare i fazzoletti utilizzati in un cestino immediatamente dopo l'uso e lavare spesso le mani con acqua e sapone o con soluzioni alcoliche. Al momento non è disponibile un vaccino.
In Italia, è attiva dal gennaio 2013 una rete di sorveglianza delle gravi infezioni respiratorie acute (SARI) e delle sindromi da distress respiratorio acuto (ARDS). Inoltre, è attiva la Rete nazionale per la gestione della sindrome da insufficienza respiratoria acuta grave da polmoniti da virus dell’influenza e l'eventuale utilizzo della terapia ECMO (ossigenazione extracorporea).

Definizione di caso per la segnalazione: Si definisce caso probabile una persona con sintomi di infezione acuta delle vie respiratorie, che può includere febbre di almeno 38°C, tosse e malattia del parenchima polmonare come polmonite o sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS), basata su evidenza radiologica, clinica o istopatologica, senza conferma di laboratorio per il nuovo coronavirus e di contatto con un caso confermato.
Si definisce contatto chiunque abbia prestato cura al paziente (operatore sanitario o un familiare) o che abbia avuto contatti fisici con il caso oppure chiunque sia stato nello stesso luogo (es. abbia convissuto o abbia visitato) di un caso probabile o confermato, quando il caso era sintomatico.
Si definisce infine caso confermato un caso probabile con conferma di laboratorio di infezione da nuovo coronavirus.

Segnalazione: Secondo quanto stabilito dal Regolamento Sanitario Internazionale, devono essere segnalati tutti i casi probabili e/o confermati di infezione da nuovo coronavirus entro 24 ore dalla rilevazione. I casi devono essere segnalati al Ministero della Salute - Direzione Generale della Prevenzione, Ufficio V– Malattie Infettive ed al Centro Nazionale di Epidemiologia, Reparto epidemiologia malattie infettive dell’ISS.
Si raccomanda l’invio dei campioni di secrezioni respiratorie al Laboratorio Nazionale di
Riferimento OMS per l’Influenza dell’ISS (CNI).
L’OMS in base alle conoscenze attuali, ha chiesto a tutti gli stati membri di:
- continuare la sorveglianza delle infezioni respiratorie acute gravi (SARI) e di esaminare attentamente eventuali casi sospetti;
- raccogliere prioritariamente, da tali casi, i campioni del tratto respiratorio inferiore, che permettono di ottenere risultati più accurati;
- studiare accuratamente i cluster di infezioni respiratorie acute severe (SARI) o i focolai in
operatori sanitari, indipendentemente dalla zona geografica in cui si verificano;
- raccomandare agli operatori sanitari di adottare e rinforzare le precauzioni standard per il controllo delle infezioni nella gestione di tutti i pazienti e per la gestione dei casi probabili adottare anche le precauzioni respiratorie.
L’OMS infine non raccomanda test ai viaggiatori all’ingresso nei Paesi dell’UE né restrizioni a viaggi o a rotte commerciali.

Fonti : OMS/WHO

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