giovedì 9 settembre 2010

Vaccini, viaggi e altro


L’Italia è uno dei paesi con i più alti tassi di longevi. Sono infatti oltre settemila i centenari e si prevede che fra 20 anni saranno trentamila. Merito certamente, tra l’altro, di una medicina basata sulla prevenzione,  di una buona alimentazione e di un clima favorevole.

La medicina preventiva ha consentito di ridurre le malattie degenerative e con l’uso dei vaccini si sono combattute le malattie infettive, dovute sia a vecchi ma anche a nuovi agenti patogeni; vaccini che vanno proposti o di cui è opportuno il richiamo.
Alcune vaccinazioni rivestono attualmente particolare interesse per la sanità pubblica. Non bisogna dimenticare che le malattie infettive, sia esse batteriche che virali, rivestono un grosso impatto sulla nostra società in termini di morbosità, mortalità, disabilità ed in ultimo anche di impegno dei servizi sanitari.

Ogni anno si affacciano nuovi virus e come effetto della globalizzazione  e della riduzione delle distanze operata dai moderni mezzi di trasporto si assiste al rapido diffondersi di malattie infettive da un luogo all’altro del pianeta.

Abbiamo detto nuove malattie , ma assistiamo anche al ritorno di vecchie malattie ritenute ormai superate come la tubercolosi. Per questo le vaccinazioni rimangono un mezzo valido di prevenzione. Basti ricordare che alcune migliaia di  persone di età superiore ai 65  anni muoiono di una patologia infettiva prevenibile con la vaccinazione. Ed infatti , anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità faceva osservare qualche anno addietro, come grazie a poche vaccinazioni si siano potute salvate,  merito di pionieri come Jenner e Pasteur, milioni di vite mane.

Il vaiolo, che terrorizzava al solo pensiero è oggi considerata malattia debellata e se fosse possibile un uso estensivo delle vaccinazioni potrebbero essere salvati  oggi oltre 2 milioni di bambini nel mondo.

Quello dei vaccini  è attualmente un campo in  grande fermento.  Grazie al progresso tecnologico, ma grazie anche ai progressi in alcune discipline mediche come l’epidemiologia, l’immunologia e la microbiologia.
Questi progressi non sono  tuttavia scevri da polemiche che spesso adombrano l’utilità e la sicurezza dei vaccini. Ma questo può essere oggetto di un esame successivo.

Vogliamo qui ricordare i nuovi vaccini come il vaccino per  le infezioni da Papillomavirus umano, da Varicella ed Herpes zoster , da Rotavirus , da Epatite A. E menzionare quelli in uso da più tempo come il vaccino per l’Epatite B, Morbillo, Rosolia, Tifo, Parotite.

Ma torniamo al  nostro viaggiatore. Questi è sempre più spesso over 65 anni.  Molti di loro non hanno effettuato nemmeno le vaccinazioni più comuni. E se le hanno fatte,  non sanno che  i vaccini fatti da bambini, spesso,  necessitano di richiami non coprendo tutto l’arco della vita.

Quali  malattie infettive sono da tener presenti per vaccinazioni o richiami per l’adulto  che viaggia?

Tetano
Una dose ogni 10 anni (anche difterite e pertosse)

Meningococco
La N. Meningitidis (meningococco) è un batterio. L’Africa è il continente in cui si verifica il maggior numero di casi. Esistono 5 sierogruppi  più rilevanti: A, B, C, Y, W-135. In Italia la vaccinazione per il meningococco C è stata, inizialmente, rivolta a gruppi a rischio.

Pneumococco
Disponiamo di due tipi di vaccino: vaccino polisaccaridico 23 valente (PnP-23) per gli adulti e un vaccino coniugato   7 valente (PnC-7) pediatrico. Si raccomanda l’offerta del PnP23 ai soggetti con più di 64 anni e ai soggetti a rischio

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