domenica 6 giugno 2010

Alta quota e radiazioni

 
Il viaggiatore che si reca in alta quota deve prendere in considerazione un pericolo reale connesso con l’esposizione alla luce ultravioletta. 

Ma che cos’è la radiazione ultravioletta?

Esistono vari tipi di radiazioni che costituiscono lo spettro elettromagnetico. Il nostro occhio può percepire solo un campo limitato dello spettro elettromagnetico che costituisce il “campo del visibile”. 
Lunghezze d’onda  superiori o inferiori a quelle del campo visibile corrispondono rispettivamente alla “radiazione infrarossa” e alla “radiazione ultravioletta” 

Rischi per la salute

In relazione ai rischi legati all’esposizione al sole bisogna prendere in considerazione la radiazione ultravioletta che si trova appena oltre il campo del visibile (oltre il violetto). Le lunghezze d’onda superiori non creano problemi di salute.


Cosa fare
 

Il viaggiatore responsabile, che si reca in montagna o in alta quota, deve prendere delle precauzioni prima di esporsi al sole per ridurre gli effetti della radiazione ultravioletta. 
Questa è infatti responsabile di eritemi, ustioni, congiuntiviti, problemi alla vista. 
La pelle, in montagna, va quindi protetta sia dai raggi solari diretti, sia da quelli riflessi dalla neve e dalle rocce, ma anche dal freddo e dal vento.

Vanno usate creme protettive controllando che siano attive contro i vari tipi di radiazioni UV, UV-A UV-B ripetendo l’applicazione più volte nella giornata. 
La radiazione UV aumenta man mano che si sale di quota. Quindi vanno prese precauzioni maggiori rispetto all’esposizione al sole al livello del mare

La quantità di radiazioni inoltre variano durante la giornata: sono maggiori verso mezzogiorno e minori al mattino e al tramonto. I momenti peggiori sono quindi le ore centrali della giornata nei mesi estivi quando il sole è alto all’orizzonte. E’ bene rammentare di usare le protezioni solari, ripetendone l’applicazione nella giornata per garantirne una reale efficacia e indossare un adeguato abbigliamento evitando di esporre parti del corpo non protette.
Stesse precauzioni vanno prese se il cielo è  nuvoloso in quanto la radiazione solare passa attraverso le nubi.  

A 3000-4000 metri ci si può arrossare anche se il cielo è coperto.  

In ogni caso è bene esporsi al sole con gradualità. Tale principio che vale  per tutti deve essere preso in maggior considerazione da coloro i quali hanno la pelle e occhi chiari.

Particolare attenzione va posta al naso, agli zigomi, alle labbra. 
In alta montagna infine, soprattutto se c’è neve bisogna indossare sempre gli occhiali da sole per evitare danni alla vista anche se temporanei come l’oftalmia nivale.
Ad alte quote è bene fornirsi di occhiali da sole con lenti a specchio, polarizzate .

Chi è affetto da forte miopia o altre alterazioni oculari dovrebbe, prima di partire, effettuare un controllo dal proprio oculista.

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