sabato 10 aprile 2010

Malaria

La malaria costituisce la prima causa di morbosità e mortalità nel mondo, interessando oltre 2 miliardi di persone che vivono in aree endemiche, causando oltre 250 milioni di nuovi casi ogni anno e provocando oltre 1 milione di decessi annui in età pediatrica nel solo continente africano.
 

La malaria è una malattia prevalente nei paesi tropicali causata da un parassita ed in particolare da 4 specie di protozoo del genere Plasmodium:
1.    Plasmodium falciparum
2.    Plasmodium ovale
3.    Plasmodium vivax
4.    Plasmodium malariae
 

Le zone più interessate dall’infezione, corrispondono alle zone intertropicali di Africa (dove prevale Plasmodium falciparum), Asia (dove prevale Plasmodium vivax) e America Latina (dove le due specie sono presenti in ugual misura)
 

Il parassita è trasmesso da varie specie della zanzara Anopheles che pungono tra il tramonto e l’alba.
 

Il Plasmodium falciparum è il più rilevante e causa una grave forma di malaria.
 

I primi sintomi della malaria non sono specifici e simili ai sintomi di un’infezione virale minore. Essi comprendono: cefalea, stanchezza e affaticamento, dolori addominali, dolori muscolari e articolari, di solito associati a febbre, brividi, forte sudorazione, anoressia, vomito, malessere generale.
 

La malaria è spesso sovradiagnosticata sulla base dei soli sintomi, specialmente nelle aree endemiche, a causa della sua sintomatologia non specifica.
Non è una malattia da sottovalutare in quanto possono sopravvenire  complicanze come insufficienza renale, convulsioni, collasso circolatorio, seguiti da come e morte.
 

Si sospetta malaria da Plasmodium falciparum in caso di febbre non spiegabile che ha inizio in un qualsiasi momento dal settimo giorno dopo la prima possibile esposizione all’infezione fino a due mesi dopo l’ultima possibile esposizione.
In questo arco di tempo tutte le persone che manifestano un episodio febbrile devono contattare subito il proprio medico e informarlo di una possibile esposizione alla malaria. Una diagnosi precoce salva vite umane.
 

Il turista deve tener presente questi principi di protezione:
 

•    essere cosciente del rischio della malattia e conoscere il periodo di incubazione e i principali sintomi.
 

•    Evitare di essere punto da zanzare, specialmente tra il tramonto e l’alba usando insettorepellenti ed insetticidi, zanzariere sopra il letto e sulle finestre possibilmente impregnate con la permetrina (0.08-0.2 gr di sostanza attiva per m2)
 

•    Prendere farmaci antimalarici per prevenire il passaggio dall’infezione alla forma clinica
 

•    Cercare una diagnosi e una terapia se compare febbre sette giorni o più dopo l’arrivo in una zona in cui vi è rischio di malaria e fino a 3 mesi dalla partenza da zone malariche
 

•    Indossare vestiti idonei: abiti non aderenti che coprano gran parte del corpo per non consentire la puntura della zanzara.
 

Nelle zone a rischio va effettuata la profilassi antimalarica che non dà una protezione completa ma consente di ridurre il rischio di malattia mortale.
 

Gli antimalarici devono essere presi con regolarità e la loro somministrazione deve cominciare prima dell’arrivo nelle zone a rischio.
Gli antimalarici devono essere assunti a stomaco pieno ed ingeriti con molta acqua.
 

Ogni profilassi deve essere seguita con regolarità assoluta durante tutto il soggiorno nelle zone che presentano un rischio di malattia e continuata per 4 settimane dopo l’ultima possibile esposizione all’infezione: nuovi parassiti possono formarsi durante questo periodo a partire da stadi epatici.
 

Ogni farmaco ha i suoi effetti collaterali.
 

I farmaci più utilizzati in Italia per la profilassi della Malaria sono la meflochina (Lariam) rimborsata dal Sistema Sanitario Nazionale e l’associazione di atovaquone-proguanil (Malarone).

Nessun commento:

Posta un commento